I residui musicali degli anni '80, "perle" perdute in un mare
di produzioni… discutibili. Forse queste le avete dimenticate oppure non le
avete mai sentite: meglio per voi? Chissà. Noi le ritiriamo fuori e lanciamo una
proposta: lasciateci le vostre perle, qui nei commenti. Concentrando il trash si
creerà un antidoto?
La musica, una delle più alte
espressioni dell'animo umano, capace di rasserenare o di scuotere gli spiriti, evocare
sogni, liberare pensieri, scatenare un variegato spettro di emozioni che vanno dalla
commozione all'allegria, dall'esaltazione alla malinconia, dal prosaico al
visionario.
Quindi tutta bella la musica perché capace di questo?
Ovviamente no: come in ogni campo artistico, anche nella produzione musicale ci sono
numerose eccezioni rappresentate da artisti che con le loro "canzoni" (e mai come in
questo caso l'uso delle virgolette è d'obbligo), i loro look particolarmente
"ricercati" (sì ma dalla polizia…), e i loro gorgheggi più simili
a ululati animaleschi che ad altro, hanno (in)consapevolmente messo in pericolo
l'incolumità delle nostre povere orecchie.
Proprio di queste proposte "artistiche" ci vogliamo occupare, e più precisamente
degli orrori musicali partoriti nel corso dei mitici anni 80, periodo
particolarmente florido per questo tipo di fenomeni canori.
Personaggi improvvisati o costruiti a tavolino, questo non ha importanza, ma
sicuramente accomunati dalla permanenza su quella sottile e spesso indefinibile
linea che divide il trash dall'originalità, la canzone geniale (e forse
incompresa) da quella stupida tout-court.
Ma attenzione, in questo breve excursus non troverete brani come Gelato al
cioccolato di Pupo, Cicale di Heather Parisi, o ancora People from
Ibiza di Sandy Marton… sarebbe troppo facile.
Meglio invece soffermarsi su quelle "perle rare" che sono sfuggite ai
più…
Milli Vanilli - Girl, you know it's true (1989)
Dovendo parlare della musica trash (o forse "innovativa"?) degli anni 80, è
d'obbligo cominciare con coloro che si resero protagonisti della più
grande truffa della storia del pop - i Milli Vanilli appunto - un mirabolante
duo di ex modelli (Rob Pilatus e Fabrice Morvan) che verso la fine della decade
riempiva le piste rubando i cuori di giovani e - è proprio il caso di dirlo -
ingenue fanciulle. In questo erano favoriti dal loro look decisamente "accattivante":
giacche sgargianti con spalline imbottite da fare invidia alla Carrà, treccine,
pantaloncini attillati di dubbio gusto cromatico e, come tocco finale, calzini bianchi
e scarpe con zeppa e stringhe chilometriche: dei veri maestri di eleganza
insomma.
I Milli Vanilli si impongono prepotentemente sulla scena musicale proponendo, tanto per
andare sul sicuro, un'accozzaglia di rap, funk, R'n'B ed elettronica, ma l'inganno sta
nel fatto che i due malcapitati non cantano con la loro voce: sono solo volti da
copertina per gli album e i video, mentre le canzoni sono segretamente incise dietro le
quinte da due interpreti sconosciuti. Nel 1989, grazie al clamoroso successo mondiale
di Girl, you know it's true, i Milli Vanilli vinsero addirittura un Grammy
award come miglior rivelazione dell'anno.
E già per questo avremmo avuto buoni motivi per disperarci, ma il bello doveva
ancora venire: a causa di un fatale black-out durante un loro concerto si scoprì
la verità, cioè che le doti canore dei due non erano - per usare un
facile eufemismo - particolarmente sviluppate. A seguito di questo infortunio, i due
disgraziati furono costretti, durante una penosissima conferenza stampa, a restituire
il prestigioso premio e la punizione inflitta fu terribile (sia per loro che per noi):
ricantare tutto il repertorio dei Milli Vanilli con la loro voce… va da
sé che la mancanza di un qualsiasi senso musicale e l'intonazione di una campana
crepata certamente non aiutarono a renderli ascoltabili e la loro carriera fu spezzata
sul nascere.
Poco dopo, nel 1991, uscì un album intitolato - forse con involontaria ironia -
Moment Of Truth (The Real Milli Vanilli), a opera di Brad Howell e Johnny
Davis - le vere voci dei Milli Vanilli - che non ebbe però molto successo
(probabilmente perché i due non erano troppo fotogenici…).
Rob e Fabrice ci riprovarono con un altro album nel 1992, ma senza fortuna. I Milli
Vanilli si sciolsero e le loro strade si separarono per sempre. Girl you know it's
true rimane comunque una canzone emblematica di quella decade, grazie anche al
tremendo video, nel quale i due tamarri si contendevano il cuore di una ragazza a colpi
di improponibili coreografie.
Storie di grande musica, negli anni 80…
Guido Angeli - Provare per credere (1986)
Anche in Italia non si scherzava quanto a improvvisazione musicale. Icona di questa
tendenza alla distruzione del pentagramma (e delle nostre orecchie) è un 45 giri
che non può certamente mancare nelle case di ognuno di noi, una pietra miliare
della musica moderna che fa parte delle uscite più "belle" mai realizzate e per
la quale dobbiamo ringraziare la Five Records, che ha avuto il coraggio di pubblicare
questo capolavoro di Guido Angeli, il re delle telepromozioni, che a metà anni
80 spopolava nei tv-color di mezza Italia con il suo slogan-tormentone Provare per
credere (accompagnato da un'ammiccante gestualità) con il quale convinceva
il gentile pubblico femminile a fare acquisti presso il mobilificio Aiazzone di
Biella.
Ecco l'invitante ritornello nella sua interezza:
"Vieni vieni vieni da Aiazzone, quanti mobili troverai, vieni vieni vieni da Aiazzone,
ed a casa tua li avrai, vieni vieni vieni da Aiazzone, vieni e non ti pentirai vieni in
bici o in carrozzella, ma vieni a Biella, ma vieni a Biella, vieni in auto o in
torpedone, perché Aiazzone ti piacerà."
Inutile commentare la struggente bellezza e profondità stilistica del testo,
quanto alle doti canore dell'indimenticato Guido ai posteri l'ardua
sentenza…
Fra Giuseppe Cionfoli - Solo Grazie (1982)
Una perla nascosta che pochi ricordano o che hanno (in)volontariamente rimosso è
questo commovente brano di Fra Giuseppe Cionfoli (poi si scoprì che non era
frate ma solo baccelliere in teologia) il quale aveva intrapreso il sentiero della
musica per diffondere più efficacemente la parola di Dio tra le nuove
generazioni. Nell'edizione del 1982 del Festival di Sanremo, armato solo di chitarra
acustica e della fede ci offriva cotante frasi colme di significato e
riflessione:
"Momenti bui sono i miei previsti solo nel finale che mettono la mente nel cantiere
riflessioni da bambino e mi vedo da lontano e non capisco perché mi cerchi tu
Signore."
Momenti bui previsti solo nel finale (!?) che mettono la mente nel cantiere?
Cioè?!?
Presumibilmente gli spettatori che quella sera dell'82 erano nella platea dell'Ariston
sono entrati in coma dopo aver ascoltato questa memorabile interpretazione… e
forse non si sono ancora ridestati.
Per quel che riguarda invece il "risveglio" delle coscienze cristiane che il buon frate
voleva propugnare con la sua musica, be'… onestamente l'attrattiva che Cionfoli
poteva avere all'inizio degli anni 80 sui giovani, più interessati a Madonna (ma
non quella che intendeva lui) o ai Duran Duran, non deve aver provocato un aumento
delle adesioni al cristianesimo, anzi… con tutta probabilità ha sortito
l'effetto contrario incentivando un esodo di proporzioni bibliche verso altre religioni
o verso l'ateismo!
Nikka Costa - (Out there) On my own (1982)
Che dire di questo brano? Che forse è una delle più leziose e mortali
nenie pop mai sentite… un tripudio di frasi gratuitamente caramellose e
trabocchevoli di melliflua dolcezza il cui ascolto andrebbe vietato agli ammalati di
diabete. Interprete una povera bimba di meno di dieci anni lanciata (senza paracadute)
nel mondo dello show-business dall'ingombrante padre, che nella canzone l'accompagna
alla chitarra guidandola con sguardo tanto severo da renderla un'automa inanimato.
Pochi anni dopo una Nikka ventenne e (forse) emancipata parteciperà senza
lasciar traccia a un'edizione del festival di Sanremo con un brano che nessuno
ricorda… l'ennesima vittima di genitori malati di protagonismo?
Di lei ci rimane solo questo pezzo, da sorbire rigorosamente senza zucchero.
Insomma, di carne al fuoco ne è stata messa in abbondanza… al lettore il
giudizio finale sul valore artistico di quanto passato in rassegna e l'invito a
partecipare alla raccolta di queste perle che, dal passato, continuano a illuminare la
musica del presente…
15/05/2007 - Sip - postato da kzk