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Parole :: Tess dei D'Uberville, quando una donna ci regala un libro

Amore, destino e natura in una storia di fine '800 capace di rivelare tanto e di far innamorare ancora oggi…

Talvolta nella vita di un uomo può capitare che una donna gli regali un libro, come dono di compleanno, in segno di amicizia o come spassionato invito al piacere della lettura. Ma questo gesto, apparentemente semplice, forse racchiude qualcosa in più, ha un significato decisamente più profondo che - tuttavia - spesso non viene colto.

E così quante volte molti hanno commesso l'errore di mettere il libro da parte, sfogliandone solo qualche pagina per poi riporlo in qualche scaffale polveroso e tacciandolo di eccessivo e mieloso romanticismo? Niente di più sbagliato: quando una donna ci regala un libro in realtà vuole parlarci di sé, dei suoi sentimenti, delle sue emozioni… è un po' come guardare le stelle, uno sguardo che ci permette di aprire la mente su un'altra dimensione, un mondo misterioso ed eterno, che sta al di sopra delle miserie materiali e che ci aiuta a scoprire la piccola e indecifrabile eroina scalfita dalle difficoltà della vita che c'è in ciascuna donna, quell'eroina che è ben incarnata dalla protagonista di un libro scritto da Thomas Hardy nel 1891, Tess dei D'Ubervilles, che appunto ci è stato regalato da una gentile figura femminile.

Tess è un'umile ragazza di campagna che abita in un piccolo villaggio del sud dell'Inghilterra, dove le colline sono aperte ai venti e riflettono le magiche atmosfere della brughiera. Figlia del povero Jack Durbeyfield, Tess un giorno viene messa a conoscenza del fatto che suo padre potrebbe essere il discendente della famosa casata dei D'Urberville. I genitori la convincono così a conoscere i presunti parenti, nella segreta speranza che possano accoglierla nella loro famiglia, al fine di evitarle una vita di stenti. Ma è proprio in occasione del soggiorno presso la tenuta dei D'Urberville che, a causa della sua ingenuità, viene sedotta dall'affascinante ma rozzo Alec, la cui madre è diventata nobile comprandosi il cognome dagli antenati di Jack.

Rimasta incinta, Tess torna dai suoi, ma il bimbo illegittimo le muore ancora in fasce. Superato il dolore e un periodo di buio interiore, va a lavorare come mungitrice in una fattoria, dove conosce il giovane Angel Clare, figlio di un Pastore, se ne innamora e lo sposa. La notte delle nozze lei gli confessa il suo passato, Angel in preda all'ira la ripudia e parte per il Brasile. Dopo un periodo di gravi difficoltà e miseria, Tess incontra di nuovo Alec, che la convince, nonostante la sua riluttanza, ad accettare la sua protezione. Ma nel frattempo Angel, pentito della sua durezza verso la moglie, torna da lei, mentre Tess, accecata dal dolore di aver perduto ogni possibilità di riconciliarsi con il marito e ricostruire così la sua vita, pugnala a morte Alec. Angel tenta allora di porla in salvo, fuggendo con lei e nascondendosi per qualche tempo nella foresta, ma alla fine Tess viene catturata, processata e condannata alla forca nello struggente scenario delle rovine di Stonehenge, dove il suo tragico destino trova compimento.

In Tess tre sono i temi centrali: amore, destino e natura. Tess è una ragazza purissima, protagonista di un'indimenticabile storia d'amore ma travolta dalle forze del male e da un assoluto senso di fatalismo, che avvolge tutta l'opera ed è calato nella cornice del romantico paesaggio inglese, ora dolce ora crudele.

Tess emana un autentico spirito di innocenza e semplicità di cuore, è fonte di sentimenti positivi verso gli altri e capace di addolcire qualsiasi temperamento. Leggendo di lei si entra in contatto con la sua dimensione interiore: Tess è un'anima, un'essenza profonda che viene perlopiù ignorata dalla mente razionale tipicamente maschile; è la porta dell'io che si trova al di là dell'intelletto, delle emozioni, della materia. Come si diceva, immaginare Tess è come contemplare il cielo e la natura, ci conduce oltre le parole e il linguaggio in un altro luogo, un luogo magico, nel senso di misterioso, inconoscibile e pieno di meraviglia, impossibile da descrivere, così come è ogni appartenente al genere femminile.

Ma Tess è anche vittima di un destino che si accanisce senza pace contro di lei, che invece chiede solo pace. Tess vuole vivere felice ma la bellezza che la natura le ha donato è la sua rovina: la violenza subita a 16 anni nel bosco sarà soltanto la prima di molte sofferenze, ma anche la fonte di tutte le sue sofferenze. Dopo quel drammatico episodio, vive notti oscure dell'anima, ma trova la forza di continuare, forse per istinto di sopravvivenza, forse perché prevale la purezza incontaminata della sua indole, forse perché lo scudo protettivo dei suoi grandi valori interiori la aiuta a superare le avversità, anche le più sconfortanti.

Quando però si ribella uccidendo la causa del suo male viene di nuovo punita e soggiogata da un fato crudele che non le lascia scampo. Quel destino che il più delle volte è indecifrabile, e incomprensibile per quel che resta; quel fato artefice di eventi che accadono inspiegabilmente quando mai avresti pensato potessero accadere, a volte tanto negativi da sconvolgere la mente, altre tanto positivi da risollevarti dalla nebbia della quotidianità… in ogni caso, restano irrimediabilmente misteri insondabili, come quello di cui è intrecciata la vita stessa o quello che fa innamorare due persone. È ad esempio lo stesso mistero che, molti anni prima che si rivedessero, aveva già fatto casualmente incontrare Angel e Tess a una festa di paese, durante la quale la ragazza - da un intenso scambio di sguardi - aveva intuito nell'inconscio che un domani quello sarebbe stato il suo uomo.

L'ineluttabilità del destino che si accanisce su Tess è quasi un invito a entrare nel libro e cambiare il corso degli eventi. Per questo motivo, il racconto risulta appassionante e i personaggi prendono vita, forma corporea, per come vengono descritti nel profondo. Tess fa tanta tenerezza in quanto vittima di una forza negativa che pare distruggere le creature più belle e più sane come lei, ma la ragazza nello scorrere del racconto diventa anche donna, si raffina, ha un suo mondo interiore; Alec è odioso ma non può non affascinare, l'etereo Angel matura nel corso della storia, scontando con la sua profonda sofferenza la pena di non aver compreso e di aver annientato con la sua durezza il desiderio di redenzione della moglie.

Il tutto - dramma e idillio - è immerso nella natura, una natura nostalgica composta da alberi, campi di grano, dolci colline e animali, sottilmente legata alla vita dell'uomo e che forma un'unica cosa con lui, con un individuo che solo riprendendo il contatto spirituale, vero, con essa, riacquista la propria autenticità, felicità e spensieratezza.

Dal libro di Hardy è stato tratto nel 1979 anche un film, diretto da Roman Polanski e con il ruolo di Tess affidato alla fisicità di Nastassja Kinski. Polanski rimane fedele alla trama del racconto (prova ne è la durata della pellicola che sfiora le tre ore) e in particolare sottolinea una frase del romanzo, che può essere presa a emblema dell'intera storia e risulta illuminante circa l'atteggiamento di Tess e forse - inconsciamente - di tante donne: "Perché sei così attratta dall'infelicità?", le chiede Alec. L'alternativa sarebbe quella di tornare con lui, per condurre una vita comoda, sebbene a costo di perdersi di nuovo; ma Tess è davvero fatalmente attratta dall'infelicità, tanto da sceglierla inconsapevolmente ogni volta, per cui rifugge da Alec. Quando, più tardi, torna con lui, lo fa solo perché è costretta dalle circostanze e dalla miseria; quando lo uccide, torna nuovamente su quel sentiero di angoscia e ne paga le conseguenze, ma lo fa rimanendo fedele a se stessa, ai suoi principi.

Per cui la prossima volta che una ragazza ci regala un libro non mettiamolo da parte e piuttosto pensiamo a lei come se fosse una piccola Tess, un insieme di sentimenti ed emozioni da vivere, rispettare, condividere… un pezzetto di cielo in un angolo d'infinito.

Thomas Hardy, Tess dei D'Uberville,  (1891), BUR, 449 pag., euro 7,40
Tess, di Roman Polanski (1979) con Nastassja Kinski, Peter Firth, John Collin (Vincitore di tre Oscar nel 1980: miglior fotografia, miglior scenografia, migliori costumi)

25/10/2007 - Sip - postato da kzk

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