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Parole :: Zero

Riprendiamo gli aggiornamenti dopo la lunga pausa estiva con una piccola eccezione: questo articolo, che parla di Zero. Perché la versione ufficiale sull'11/9 è un falso, è stato pubblicato nell'ultimo numero di Sette sere. Una lettura importante, necessaria, per capire il presente in cui siamo immersi

Le immagini le abbiamo tutti negli occhi, da sei anni.
Il primo aereo che si schianta sulla torre, il fumo, poi il secondo aereo.
Le Twin Towers che cadono. Il boato, il fumo, il silenzio di un'America che si scopre vulnerabile e ferita.
La morte, ancora una volta, di troppi innocenti.

Abbiamo chiarissime le immagini, ci sono sembrate un film quando le abbiamo viste in diretta tv. Un'operazione mediatica spettacolare, che ha portato il compositore tedesco Karlheinz Stockhausen a parlare provocatoriamente della "più grande opera d'arte di tutti i tempi", sicuramente riguardo alla sua mediatizzazione, confondendo forse, però, l'arte e il disastro.

Le immagini le abbiamo tutti negli occhi. E quelle immagini spesso sembrano bastarsi e bastarci: davanti a questo, dubitare di quello che è accaduto, di come è accaduto, è semplicemente folle, persino terrorista (in una distorsione del linguaggio da fare invidia a Orwell) o addirittura negazionista, come ha avuto l'ardire di scrivere Pierluigi Battista sul Corriere della Sera, affermazione che susciterebbe orrore anche nel peggiore dei giornalisti senza uno straccio di etica.

Ma dubitare è necessario, domandare è fondamentale, davanti a un rapporto ufficiale pieno di lacune, omissioni e falsità, interrogarsi davanti alle conseguenze che quell'atto ha portato in tutto il mondo, Stati Uniti compresi, è l'unica strada per cercare di capire cosa sta accadendo a livello globale.

Ed è quello che si propone di fare Zero. Perché la versione ufficiale sull'11/9 è un falso a cura di Giulietto Chiesa e Roberto Vignoli.

Un gruppo di autori, giornalisti e ricercatori - tra cui Gore Vidal, Franco Cardini, Gianni Vattimo, Claudio Fracassi, Jurgen Elsasser, Webster G. Tarpley, Thierry Meyssan - uniti sotto l'obiettivo di denunciare tutto ciò che non torna nelle ricostruzioni ufficiali. Ma non solo su quei due giorni e non solo sui dettagli, ma anche contestualizzando l'accaduto in un quadro più ampio, collegando gli attentati dell'11 settembre e quelli di Madrid ai mujaheedin in combattimento per l'esercito bosniaco di Izetbegovic nella ex Jugoslavia degli anni '90, milizia messa in piedi con l'aiuto dell'MPRI (azienda privata di sicurezza legata alla CIA); oppure le coincidenze troppo numerose per essere trascurate riguardo alla mancanza di reazione della difesa aerea statunitense.

E ancora l'ideologia dei neocon americani e il Piano per un nuovo secolo americano (PNAC) che già molti anni prima dell'11 settembre 2001 conteneva le strategie di attacco all'Afghanistan e all'Iraq, costruite poi su menzogne alla fine svelate, ormai inutili a prevenire altre morti. Come il fatto che Osama Bin Laden non sia ricercato anche per gli attentati alle torri gemelle. Motivo? Non ci sono prove, dicono le fonti di intelligence statunitensi.

Ma non è solo questo: il libro raccoglie pagine e pagine di testimonianze dirette di ex agenti e militari, di operatori dei media e dei familiari delle vittime che chiedono a gran voce che venga raccontata la verità su come sono morti i loro parenti e, soprattutto, sul perché e in nome di cosa.

E mentre il copione della guerra infinita sembra continuare ad avvicinarsi alla prossima tappa, l'Iran (ci sono segnali molto forti, provenienti da fonti autorevoli, che i tempi siano sempre più stretti e che i piani siano già pronti), Zero è uno strumento per capire e un vero e proprio antidoto contro la manipolazione del nostro cervello.

24/09/2007 - Redazione ZTL - postato da kzk

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