di Guglielmo Pispisa (aka Kai Zen G) - Una firma per noi non
abituale (autore di
Città perfetta uscito per Einaudi e co-autore di
La strategia dell'ariete, Mondadori) ci parla di un libro che sta riscuotendo
grande successo, "Tana per la bambina con i capelli a ombrellone", di Monica Viola, uscito per la casa editrice online
Vibrisse Libri
L'olfatto è il senso, fra i
cinque o sei a nostra disposizione, che più d'ogni altro è connesso in
profondità con i centri della memoria. Forse per un qualche motivo fisiologico a
me ignoto o semplicemente perché è il meno usato e sfruttato, il meno
sputtanato.
Ci ricoprono di immagini di "quando eravamo giovani", di canzoni, di slogan, di falsi
biscottini della nonna e di abiti e tessuti vintage, ma raramente entriamo in contatto
con un odore dimenticato, una fragranza o una puzza che non sentivamo da anni, e forse
per questo, quando accade, è come essere attraversati da una scossa
elettrica.
Su questo torneremo fra poco, ma prima dobbiamo occuparci di una bambina di tanti anni
fa, una che molti di noi hanno conosciuto, o magari simile a quella che abbiamo
conosciuto.
La bambina con i capelli a ombrellone sogna di fare danza come le sue eleganti
compagnette di classe, ma è goffa e inaffidabile. È poco portata per
assumere quegli atteggiamenti alteri tipici delle ballerine classiche.
La bambina con i capelli a ombrellone ha fratelli molesti dei quali racconta con
naturalezza le attenzioni subite, senza aggiungere inutili lacrimosità a un
dramma vero e profondo, che non ne ha alcun bisogno. Lei si limita a rendercene tutta
la banale, terribile e purtroppo accettabile quotidianità.
La bambina con i capelli a ombrellone conosce troppo presto, dunque, i risvolti di un
sesso malato e contemporaneamente riesce anche a incontrare il sesso senza peccato
né rimorso, quello praticato per gioco con le compagne di classe, praticato per
il gusto puro della scoperta di sé.
La bambina con i capelli a ombrellone sviluppa un istinto da cane sempre in cerca di
padrone, e lo sa, ce lo dice. Ci porta per mano attraverso le cose della sua vita di
bambina e di adolescente, la bambina cresce e ama, sfiora tragedie che non le
appartengono e si imbatte in quelle sue, personali, raccontandole con
spontaneità. Quella stessa spontaneità che usa per intrattenerci anche
con i suoi aneddoti più leggeri, gli infortuni con gli assorbenti interni,
l'innamoramento per Massimo Ranieri, che si confondono col piombo caldo degli anni a
cavallo fra i Settanta e gli Ottanta.
La bambina e poi ragazza con i capelli a ombrellone è una raccontatrice
nata; ce lo dice il modo in cui descrive i suoi entusiasmi e le delusioni da
teen-ager, che non sono molto diversi da quelli vissuti da noialtri ma che lei riesce a
restituirci in modo assai più netto e urgente di quanto riescano a fare i nostri
ricordi.
Per questo Monica Viola, o la bambina dai capelli a ombrellone, non è
semplicemente una scrittrice, ma è un odore. E qui torniamo alle considerazioni
fatte in apertura.
Monica Viola, come il suo romanzo Tana per la bambina con i capelli a
ombrellone, è come un odore antico e dimenticato.
Scendi nella cantina di casa di un amico e vieni colto dal peculiare profumo di umido e
di cibi conservati di cui è pregno l'ambiente, e subito i pensieri ti vanno a
un'altra cantina, magari quella di casa dei nonni dove giocavi. Ora i nonni sono morti
e la casa venduta, ma basta quell'odore a riportarti lì per un momento di
consapevolezza folgorante. O annusi l'astuccio delle matite di tuo figlio e ti ritrovi
in grembiule seduto a un banco di scuola elementare.
L'olfatto e la memoria funzionano così, e così funziona anche la
scrittura di Monica Viola: ti riporta con una frustata improvvisa a cose e luoghi
nascosti in interstizi di memoria che spuntano di nuovo vividi, precisi, senza pudore e
senza sconti.
Una parte della vita proprio così com'era, così com'è.
Il romanzo di Monica Viola, pubblicato in copyleft, è scaricabile
gratuitamente dal sito di Vibrisse
Libri e da Monicaviola.it
11/04/2007 - postato
da kzk